LIPOSUZIONE CHIMICA – LIQUIDLIPO®

L’uso della liposuzione chimica è iniziato agli inizi degli anni novanta in Brasile ad opera della Dr.ssa Patricia Ritters, ma anche in Italia a Roma il Dr.Sergio Maggiori iniziava in quegli anni lo studio di questa nuova applicazione del farmaco presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica della Fondazione Internazionale Fatebenefratelli.

Qual’è il prodotto che viene utilizzato

La sostanza viene utilizzata nel trattamento delle ipercolesterolemie (alterazioni caratterizzate da un aumento del colesterolo nel sangue) ma solo recentemente si è scoperto l’importante ruolo in campo estetico.

Il prodotto lipodissolvente iniettato è utilizza come principio attivo la fosfatidilcolina e l’acido ursodesossicolico, ma in formulazione dedicata a questo tipo di applicazione.

Quello che importa sottolineare, è la necessità di iniettare questo farmaco sul corretto e sicuro piano anatomico del grasso sottocutaneo ( NB: cioè il farmaco non va posizionato nel derma (che sta sopra il grasso sottocutaneo!) come nella tradizionale mesoterapia (ove si usano pure aghi sottilissimi, ma lunghi solo 4 o 6 millimetri).

Che tipo di tecnica è?

LiquidLipo è una tecnica di Intralipoterapia distrettuale studiata per garantire la corretta ed efficace somministrazione del farmaco in aree circoscritte di adiposità localizzata.

Il prodotto iniettato contiene la fosfatidilcolina e l’acido ursodesossicolico, ma in formulazione dedicata a questo tipo di applicazione.
La tecnica si basa sul posizionamento del principio attivo mediante una sottilissima microcannula speciale di un diametro compreso tra i 22 e i 27 Gauge (piu sottile degli aghi utilizzati per i trattamenti iniettivi dei comuni Filler di acido ialuronico).

Questa somministrazione “in profondità” (nel grasso ipodermico, cioè nel grasso che sta “sotto” il derma!) è veramente molto importante, per evitare il rischio di gravi depressioni od avvallamenti o perfino necrosi cutanee conseguenti alla errata modalità di somministrazione (mesoterapia intraepidermica!).

L’utilizzo della microcannula, inoltre, consente l’infiltrazione selettiva del farmaco solo nei setti adiposi, ovvero nei sottilissimi spazi presenti tra i lobuli adiposi del pannicolo da trattare assicurandone il contatto uniforme con la superficie del maggior numero di adipociti.

Con questa tecnica iniettiva si ottengono perciò i seguenti vantaggi:

  • – Posizionamento del principio attivo atraumatico per i tessuti
  • – Una corretta infiltrazione su un piano anatomico uniforme
  • – Maggior efficacia rispetto alle tecniche infettive classiche in termini di riduzione di spessore del pannicolo adiposo
  • – Maggior confort e più rapidi tempi di recupero

Si tratta pertanto di un trattamento che è indicato per le adiposità localizzate (cioè gli accumuli di grasso), ma non per la cellulite (cioè non per le aree con pannicolopatia fibroso-nodulare).
Per l’eliminazione di una coulotte de cheval di media entità sono solitamente sufficienti due o tre sedute.
(NB: Il trattamento non ha nulla di chirurgico, ma deve essere “pensato” dal chirurgo (ed eseguito) come se si trattasse di una vera liposuzione. Non si può somministrare la fosfatidilcolina come una normale mesoterapia anticellulite, ma solo con un progetto ed un disegno cutaneo ben preciso, per individuare le aree di accumulo adiposo ove iniettarla.)

In ogni caso, è una procedura che si effettua ambulatorialmente, dopo di essa NON sono necessarie calze o guaina compressiva, ma subito dopo la paziente od il paziente possono riprendere qualsiasi attività.

Indicazioni

È una procedura non chirurgica indicata esclusivamente per il trattamento dell’adiposità localizzata. Non è indicata nel trattamento della cellulite, del sovrappeso e dell’obesità. Le precise indicazioni all’intralipoterapia vengono stabilite sulla base di parametri clinici evidenziati al momento della visita medica.

I parametri clinici relativi alle adiposità localizzate classiche non tengono conto del peso corporeo, poiché quest’ultimo è legato a una condizione generale di sovrappeso e non alla semplice presenza di adiposità localizzate.

L’esame clinico obiettivo che rende evidente gli inestetismi legati alla presenza di adiposità localizzate sono spiccatamente di ordine profilometrico.
Ulteriori valutazioni strumentali, quale l’ecografia del tessuto sottocutaneo, possono evidenziare particolari clinici utili al medico per una migliore previsione delle ragionevoli possibilità di miglioramento a seguito del trattamento intralipoterapico.

Zone che possono essere sottoposte alla intralipoterapia

  • Addome
  • Fianchi
  • Trocanteri
  • Ginocchia
  • Braccia
  • Doppio mento
  • Interno cosce
  • Definizione muscolare
  • Pseudoginecomastia maschile

LA PROCEDURA

Prima di cominciare la seduta, la pelle del paziente viene disinfetta.

Dopo aver scelto insieme al paziente la zona da essere trattata, si procede con l’infiltrazione che avviene tramite apposite microcannule studiate specificamente per questo tipo di trattamento.

Non è necessaria l’anestesia perché la modalità d’infiltrazione richiede pochissimi punti di accesso (massimo 3), essendo praticamente indolore.

Subito dopo la seduta si può osservare un leggero rossore che si risolve spontaneamente nel giro di poche ore.

Generalmente gli effetti della soluzione iniettata nel sottocutaneo determinano, nella maggior parte dei pazienti una lieve sensazione di bruciore, talvolta descritta come formicolio o prurito che dura pochi minuti.

Nei primi giorni successivi alla seduta si assiste alla formazione di un lieve edema (gonfiore) che scompare in alcuni giorni.

Non è necessario utilizzare alcuni presidio come guaine o calze a compressione graduata, può invece essere utile sottoporsi ad una seduta di linfodrenaggio dopo alcuni giorni dalla seduta e cercare di seguire un regime alimentare ipocalorico bilanciato.

Le sedute prescritte sono generalmente variabili da 1 a 3 con cadenza variabile secondo il caso clinico.

CONTROINDICAZIONI

  • Allergie
  • Malattie autoimmuni
  • Insufficienze d’organo